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VII° Congresso FIAP. Le radici dell’anima: un metodo integrato mente-corpo per l’elaborazione dei sogni. Articolo.

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Il workshop si è incentrato sulla presentazione di un metodo integrato per l’elaborazione dei sogni che si avvale principalmente di mappe di lettura neurofisiologiche e tecniche a mediazione corporea precipue della Psicoterapia Biosistemica, nonché di alcuni apporti derivanti dalla psicoanalisi e dalla psicologia del profondo.
Il processo di elaborazione dei sogni proposto si configura come strumento che aumenta il benessere della persona consentendo lo scioglimento dei nodi emotivi (rabbia, ira, tristezza, vergogna ecc) e dei sintomi psicosomatici (palpitazioni, insonnia, affaticamento, stitichezza ecc) sottesi alla sofferenza.
Il malessere deriva dalla mancata connessione tra mente, corpo ed emozioni (Boadella , Liss 1986), da un’inibizione all’azione prolungata nel tempo (Laborit, 1986) che blocca l’alternanza del funzionamento del sottosistema nervoso simpatico, che consente l’attivazione dell’azione con dispendio di energia e del sottosistema nervoso parasimpatico che permette la funzione del riposo con recupero dell’energia (Gellhorn, 1967). A livello terapeutico l’obiettivo è ripristinare la connessione tra le funzioni cognitive, le sensazioni corporee e le emozioni, la disinibizione dell’azione e l ‘alternanza del simpatico e del parasimpatico (Liss, Stupiggia, 1997).
Ciò può avvenire attraverso l’uso di frasi direzionali orientate al corpo e/o con la drammatizzazione che consentono di passare dalla simulazione di intenzioni all’azione con l’espressione del movimento, inibita durante la fase REM mediante l’immobilizzazione dei muscoli, e frasi direzionali orientate al corpo per favorire l’amplificazione delle sensazioni, dei suoni, rumori, odori, sapori presenti nel materiale onirico che possono favorire l’ elicitazione di ricordi sottesi alla memoria visiva, uditiva, tattile, olfattiva, gustativa (Liss, 2004).
L’integrazione mente – corpo avviene nel momento in cui, i pensieri legati al sogno, riattivati attraverso l’applicazione di frasi direzionali orientate a livello cognitivo (Liss, 2004), s’incontrano con le sensazioni corporee generando le emozioni intese come evento psico-somatico per eccellenza (Liss, Stupiggia, 1997). L’approfondimento delle emozioni avviene mediante la ripetizione di parole chiave ovvero quelle caratterizzate da un maggior investimento affettivo e frasi direzionali orientate alle emozioni (Liss, 2004).
Da questa prospettiva il sogno, oltre ad assumere un significato simbolico, diventa incarnato poiché consente di ri – esperire quanto accade a livello onirico anche con il corpo.
Durante il workshop è stato presentato un processo di elaborazione di un sogno svoltosi in un setting individuale che ha visto il coinvolgimento attivo dei partecipanti rispetto alla significazione fornendo ipotesi interpretative, condividendo vissuti, emozioni e sensazioni e rispetto ad alcuni momenti di attivazione corporea e di drammatizzazione.

IL SOGNO DI ANNA (40 anni).
Sono a CASA MIA, ma non è l’attuale…vedo il MARE (ambientazione). Sono vestita da SPOSA… Sto aspettando di raggiungere il mio compagno (personaggio) che si sta vestendo con il suo ABITO BLU (simbolo e colore), ma è rammaricato per l’ OROLOGIO (simbolo) da indossare, perché ne ha UNO SOLO e prima ne aveva TANTI. Mia sorella (personaggio) mi dice di fare in fretta perché è arrivata la macchina (simbolo) a prenderci; le spiego che non posso andare in CHIESA (simbolo) con le SPALLE SCOPERTE (corpo simbolico1); lei mi rassicura e mi dà uno SCIALLE (simbolo) d’ORGANZA (sensazione) ma io le faccio presente che è SGUALCITO (sensazione) e non posso indossarlo. Usciamo, saliamo su una MACCHINA (simbolo) BIANCA (colore) e con l’AUTISTA (simbolo), dirigendoci verso l’ USCITA (simbolo) del parcheggio, fatto di TANTE STRADE (simbolo) che si intersecano una dentro l’altra, come in un LABIRINTO (simbolo), ma non riusciamo a trovarla (peripezia, ostacolo, crisi).
Nel sogno la trama descrive che Anna sta per andare a sposarsi e non riesce a trovare la strada per arrivare alla chiesa e raggiungere il suo compagno. Integrando la struttura drammatica del sogno (Jung, 2005) con l’analisi dei simboli (Freud, 2011) emerge che la relazione con lui le ha permesso di entrare in contatto con ed esprimere la sua parte femminile (il vestito da sposa) mentre prima era dedita solo al lavoro. Ma in questa relazione non si sente al sicuro (ha le spalle scoperte) e lo scialle d’organza che le dà la sorella, non è adatto perché è sgualcito. Ad una prima lettura la difficoltà è generata dal fatto che il suo compagno ha quindici anni meno di lei che ne ha quaranta, e il suo orologio biologico sta per scadere (ha un solo orologio mentre prima ne aveva tanti). Questo è un ostacolo alla loro relazione ed Anna si sente senza via d’uscita (il labirinto).
Questa significazione è stato sviluppata anche attraverso alcune tecniche a mediazione corporea , descritte nel paragrafo precedente di cui riporto alcuni momenti salienti.
T: Anna, nel sogno tua sorella ti dà uno scialle d’organza ma tu le fai presente che è sgualcito e non puoi indossarlo (riassunto con ripetizione delle frasi e parole chiave).
A: sì, nel sogno avrei potuto coprirmi con lo scialle, ma era sgualcito!
T: immagina Anna di toccare lo scialle d’organza sgualcito…che sensazione dà al tatto? (ripetizione della parola chiave e della frase direzionale orientata alla sensazione).
A: (chiude gli occhi). E’ ruvido, proprio ruvido! (sensazione tattile).
T: c’è un immagine che ti viene in mente in questo momento? (frase direzionale orientata a livello cognitivo).
A: sì, il mio compagno, ha le mani ruvide. L’altro giorno mi ha dato uno schiaffo e ho avuto paura!!
T: dove senti la paura nel corpo? (ripetizione della parola chiave e frase direzionale orientata al corpo).
A: nelle spalle…sono fredde, freddissime! (localizzazione e sensazione corporea).
T: Anna, ho notato che mentre parli muovi le spalle verso l’alto (movimento chiave). Proviamo insieme ad amplificare questo movimento? (frase direzionale orientata al corpo).
La terapeuta amplifica il movimento insieme ad Anna (rispecchiamento2).
T: come ti senti nel fare questo movimento? (frase direzionale orientata alla sensazione o all’emozione).
A: sento che mi sale la rabbia! (emozione simpatica).
T: posso darti un contatto sulle spalle per intensificare questo movimento? (frase direzionale orientata al corpo).
Anna dopo aver acconsentito comincia a spingere con le spalle contro le mani della terapeuta aumentando progressivamente l’intensità del movimento (intensificazione e disinibizione dell’azione).
A. sono arrabbiata, arrabbiatissima… Lui non si deve permettere di darmi uno schiaffo! E non è la prima volta! E io che mi rammarico per non potergli dare un figlio!!!
T. arrabbiata, arrabbiatissima (ripetizione della parola chiave).
A. si, lo odio..lo odio…lo odio…(approfondimento dell’emozione simpatica).
T: che cosa avresti voluto fare quando lui ti ha dato lo schiaffo? (frase direzionale orientata al corpo).
A: spingerlo via! Via!
Anna allunga le braccia. La terapeuta lascia il contatto sulle spalle e porta le mani contro quelle di Anna che spinge in avanti con le braccia e con tutto il corpo (azione riparativa).
A. vai via! Via! Non permetterti mai più di darmi uno schiaffo!
Quando Anna tocca il fondo della rabbia la terapeuta lascia gradualmente il contatto e Anna entra nel pianto (rimbalzo dal simpatico al parasimpatico).
T: come ti senti Anna in questo momento! (frase direzionale orientata alla sensazione o all’emozione).
A: sollevata! Questo pianto è stato come la pioggia dopo la tempesta! E mi ha schiarito le idee! Non voglio stare con lui, non posso stare con lui… Il mio rammarico è sì per non aver avuto figli, ma anche per la difficoltà che ho nelle relazioni, nel trovarmi un uomo “sano”. Non posso stare con lui a queste condizioni! Preferisco essere libera!
T: libera…quando nella tua vita ti senti o ti sei sentita libera? (ripetizione della parola chiave e frase direzionale applicata alla tecnica delle libere associazioni).
A: quando da bambina ero a casa della nonna che era sul mare; da lì si vedeva il mare. Il mare del sogno! E andavo a nuotare!
T: se vuoi Anna possiamo nuotare insieme (frase direzionale orientata al corpo con ripetizione delle parole chiave).
A: ma come?
T: segui il tuo corpo (frase direzionale orientata al corpo); io nuoterò con te.
A: Anna comincia a muovere le braccia come se stesse nuotando (drammatizzazione) e la terapeuta lo fa insieme a lei (rispecchiamento).
T. cosa succede adesso? (frase direzionale orientata a livello cognitivo).
A: ho bevuto un po’ di acqua del mare …(ride) (emozione simpatica)!
T: puoi descrivere il sapore dell’acqua del mare? (frase direzionale orientata alla sensazione) .
A: salata, salatissima…a me, il sapore dell’acqua del mare (memoria gustativa) da bambina, piaceva! E mi sentivo felice! Mi sento felice!(emozione simpatica).
T: cosa succede adesso Anna? (frase direzionale orientata a livello cognitivo).
A: adesso esco dall’acqua, sono sulla battigia e sento i gabbiani (memoria uditiva), che volano sopra la mia testa….e anche il soffio del vento (memoria uditiva). Vorrei essere un gabbiano! (metafora).
T: Anna, possiamo volare come i gabbiani e riprodurre il suono dei gabbiani e del vento… (frasi direzionali orientate alla sensazione e al corpo).
A e T volando insieme: gnu, gnu, gnu, ffffff, fffffff! (drammatizzazione, amplificazione del suoni e rispecchiamento).
A: è divertente (sorride) molto divertente (ride). Finalmente mi sto divertendo! (emozione simpatica).
Dopo qualche minuto si fermano.
T : come ti senti Anna in questo momento? (frase direzionale orientata all’emozione o alla sensazione).
A: mi sento bene, calda (sensazione) libera e forte...(emozioni simpatiche). Ho trovato la via d’uscita! Posso riprendere il controllo sulla mia vita! (nuova consapevolezza). “Guidarla” io! (nuova iniziativa ).

BIBLIOGRAFIA.
Boadella D, Liss J, (1986), La psicoterapia del corpo, Astrolabio, Roma.
De La Rocheterie J, (2001), Il corpo nei sogni, Bompiani, Milano.
Freud. D, (2011), L’interpretazione dei Sogni, Bollati Boringhieri, Torino.
Jung G, (2005), L’analisi dei Sogni, Bollati Boringhieri, Torino.
Gellhorn E, (1967) Principles of Autonomic-Somatic Integrations: Physiological Basis and Psychological and Clinical Implilcations, University of Minneapolis Press.
Laborit H, (1986), L’inibizione dell’azione, Il Saggiatore, Milano.
Liss J (2004), L’ascolto profondo, La Meridiana, Molfetta (BA).
Liss J, Stupiggia M, (1997), La Terapia Biosistemica, Franco Angeli, Milano.
Stern D, (2005), Il momento presente, Raffaello Cortina Editore, Milano.

Pubblicato in Atti del Convegno Fiap 2016 Amore e Psiche: la dimensione corporea in Psicoterapia, Alpes, Roma, 2018.