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Disagi trattati

Il termine genitorialità non si configura come semplice ruolo, bensì come una ‘funzione‘ che non coincide necessariamente con la maternità e la paternità biologiche, ma che si estrinseca nella ‘capacità di prendersi cura’ e che incorpora in sé, sia aspetti individuali relativi all’idea di come dev’essere un genitore, sia aspetti di coppia genitoriale, ossia delle modalità relazionali e educative che gli adulti condividono nell’assolvere questo compito.
Spesso la genitorialità è sottesa sia dalla speranza di essere un “genitore sufficientemente buono”, sia dal dubbio sulla capacità di essere in grado di accudire e crescere il proprio figlio/a. Questo senso di inadeguatezza, accompagnato talvolta dai continui scontri con i propri figli o dalla difficoltà a gestirli nel quotidiano, dato anche il contesto sociale caratterizzato da cambiamenti rapidi come ad esempio la diffusione dei nuovi media e l’indebolimento della scuola come agenzia educativa, possono generare sentimenti e vissuti emotivi dolorosi e faticosi da gestire, con anche il rischio che nella coppia possa incrinarsi l’equilibrio relazionale. Altro aspetto che può risultare necessario è la rivisitazione del proprio proprio stile educativo, poiché, nel ciclo vitale di una famiglia, possono sussistere modelli funzionali per un’età (per es. l’infanzia), ma inadeguati per un’altra (per es. l’adolescenza). 
Per questi motivi, ovvero la difficoltà intrinseca nello svolgimento della funzione genitoriale e la transizione da un un ciclo di vita all’altro, il sostegno alla genitorialità può essere richiesto in termini preventivi.
Altri casi in cui è indicata la richiesta di supporto sono quando si verificano difficoltà relazionali e/o situazioni di alta conflittualità connesse a criticità dei figli relative alla crescita, quando il figlio/a si trova in condizioni di forte malessere e disagio psicologico (uso problematico o abuso di sostanze stupefacenti e alcol, alessitimia ecc) e/o fisico (malattie organiche), nella depressione post partum, nella nascita di un figlio con o senza disabilità, in caso di problematiche legate all’adozione del figlio/a, nei casi di difficoltà d’integrazione sociale connessi all’omogenitorialità o in fasi critiche come la separazione tra i due coniugi. 

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